A Chorus Line, Nichelino – Torino.
Nel 1990 la Compagnia della Rancia sotto la regia di Saverio Marconi e di Baayork Lee portano in scena A Chorus Line anche in Italia. Nel 2008 prosegue la collaborazione tra i due e lo spettacolo continua a girare in Italia, passando questa volta anche per Nichelino, il 7 Aprile 2009 al teatro Superga.

Non potevo mancare, così martedì sera sono andato a predere la mia ragazza e dritti a Nichelino entro le 20.30! Ero entusiasta di vedere l’adattamento in italiano ed ero curioso di veder recitare dal vivo Mauro Simone nel ruolo di Ritchie.
Anche questa nuova edizione di “A Chorus Line” vede la regia associata di BaayorkLee e Saverio Marconi, mentre l’allestimento è stato curato questa volta da Luis Villabon. Baayork Lee è una delle più profonde conoscitrici di questo musical, perchè oltre ad essere stata la ballerina che ha originariamente ispirato, con la sua vita reale, la storia di Connie, ha diretto e riallestito le coreografie originali di decine di edizioni in America e in tutto il mondo.
Le mie impressioni? Devo ammettere che sono andato consapevole che questo musical in alcuni momenti rallenti e possa sembrare noioso, ma è una necessità perchè riesca a raccontare nel modo giusto la vita dei personaggi. Nonostante questo elemento, che comunque risiede nelle caratteristiche originali di questo spettacolo, è stato molto piacevole da seguire. Non tutti i personaggi avevano grandi doti canore, ma tutti quanti ballavano molto bene, tenendo presente che molti dovevano, recitando, far capire che erano meno bravi di altri e tenendo presente che io non mi posso pronunciare quando si parla di danza.
La schiettezza dei personaggi, col loro modo di parlare e di raccontare la loro vita, ha reso molto accattivante lo show. Molto divertente è stato il duetto tra Kristine e Greg, i due ballerini sposati. Il pezzo è fatto in chiave comica, infatti Kristine è molto timida e per di più anche stonata. Quando lei canta, Greg le fa da spalla eseguendo gli acuti per nascondere le stonature di sua moglie.
Anche nella versione italiana, la storia di Paul è stata raccontata in chiave piuttosto tragica.
Mi è molto piaciuto vedere questo musical a teatro perchè,soprattutto rispetto alla versione cinematografica, lo spettatore riesce ad immedesimarsi meglio nei personaggi. Questo è reso possibile dal gioco degli specchi, e dalla posizione di Zach. Infatti, tranne che nella parte iniziale e nel balletto finale, il coreografo si siede in platea e parla ai personaggi tramite un microfono. Grazie a questo stratagemma, lo spettatore può talvolta immedesimarsi nel personaggio di turno, che racconta di sè sulla linea, e talvolta proprio in Zach, ancor più facile da farsi, perchè non si vede.

Detto questo, se vi capita, vi consiglio vivamente di andare a vedere a teatro questo musical, e come sempre...Buona Visione!
